lunedì 24 maggio 2010

eBook, eReader, iPad: la rivoluzione tecnologica

Il settore dell'editoria libraria sta cambiando. Se ne è molto discusso anche all'edizione 2010 del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Non fa più notizia la qualità dei libri. Oggi ci si concentra, soprattutto, sui nuovi supporti elettronici che stanno per invadere anche i nostri mercati.
Cerchiamo, allora, di fare un po' di chiarezza: il termine eBook (altrimenti scritto e-book oppure ebook) deriva dalla contrazione delle parole inglesi "electronic" e "book" e viene utilizzato per indicare la versione in digitale di una qualsiasi pubblicazione. Più in generale, si tratta di un file consultabile sia su computer che su telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali. Quest'ultimi, in particolare, prendono il nome di eReader o eBook reader (lettori di eBook) e sono dispositivi elettronici portatili, che permettono di caricare un gran numero di testi in formato digitale (eBook appunto) e di leggerli analogamente ad un libro cartaceo. Sono dispositivi studiati quasi esclusivamente per la lettura di testi, e sono dotati di schermi retroilluminati con tecnologia e-ink (disponibile sia in toni di grigio che, ormai, anche a colori). Questa caratteristica rende la lettura di un ebook su un dispositivo e-ink simile a quella di un normale libro, e decisamente meno stancante per la vista rispetto ad un dispositivo con schermo LCD.
L'iPad, invece, è un tablet computer prodotto da Apple in grado di riprodurre contenuti multimediali e di navigare su Internet. Lo schermo è di 9,7 pollici, completamente multi-touch e retroilluminato a Led. A giugno arriverà anche in Italia con un prezzo lancio di soli 499 Euro e promette di cambiare il modo di essere connessi alla realtà, grazie ad una grandissima capacità di memoria, grande fruibilità e una qualità eccelsa delle immagini e dei video. Nostalgici della carta stampata preparatavi: è solo il primo modello.

domenica 23 maggio 2010

Il giornalismo internazionale sul web

Informatica Applicata al Giornalismo - IV lezione (prof. Ferrandi)



...Saltata...

giovedì 20 maggio 2010

I contenuti editoriali sul web devono essere a pagamento?

Informatica applicata al Giornalismo - V lezione

Il tema è controverso e ha offerto lo spunto per un dibatito, ormai animatissimo, che si è sviluppato a partire da un paio d'anni, in concomitanza con l'acuirsi della crisi economica che ha colpito, inesorabilmente, anche il mondo dell'editoria. E' diminuita la pubblicità sui giornali, sono calate (e in molti casi ritirate del tutto) le copie diffuse gratuitamente e i debiti sono ovviamente aumentati. Con conseguenze anche per il giornalismo on-line. Per avere il bilancio in attivo sembra che l'unica soluzione sia allora quella di far pagare i contenuti editoriali sul web. In quest'ottica le flash news possono sì essere gratis ma i commenti, gli approfondimenti e gli articoli
veri e propri no, pena l'insostenibilità del meccanismo.
Ma affrontando la questione non si possono tralasciare i risvolti etici scaturiti da due semplici domande: Se il giornalista sa che il suo contributo editoriale non viene pagato sul web, cambierà il suo modo di scrivere? Sarà più approssimativo e meno professionale, anche rispetto alla forma e al modo di impostare l'articolo?
Sicuramente si è sbagliato all'inizio, quando il giornalismo on-line muoveva solo i primi passi e gli editori si sono lanciati in una gara senza regole a chi offriva il maggior numero di servizi, foto, filmati, interviste, blog e quant'altro, ovviamente gratis. E se è vero che internet è prevalentemente gratuita (il costo è quello di connessione alla banda) bisogna altresì ammettere che la filosofia, portata avanti dai difensori di "internet total free" e, sicuramente concettualmente giusta, risulta però insostenibile.
E qualcosa già si muove visto che non solo il sito del New York Times dal primo gennaio 2011 sarà a pagamento, ma anche gli editori italiani recentemente hanno ottenuto una piccola rivincita su Google News, accusato sia di avere un impatto negativo sulla capacità degli editori online di attrarre utenti e investimenti pubblicitari sulle proprie homepage, che di non corrispondere alcuna forma di remunerazione diretta per l'utilizzo dei contenuti delle testate on-line.
Infine, sempre restando nell'ambito del gratuito, si è visto come in rete ci sia addirittura la possibilità di non comprare i quotidiani attraverso l'aggiornamento delle rassegne stampa. Ne è un esempio il sito della Camera dei Deputati che illegalmente inserisce le prime pagine dei giornali senza pagare gli editori. Ma il copyright allora?
Ah già, è solo una legge.

sabato 15 maggio 2010

Copie diffuse/vendute e utenti web

La logica di un giornale on-line è quella di non penalizzare la versione caracea anzi, la prima regola è quella di aumentare il numero dei lettori e degli utenti senza penalizzare le vendite in edicola e gli abbonamenti.

Il calo risulta comunque inesorabile e costante, aggravato dalla crisi economica e dagli editori che hanno fatto la cosiddetta "pulizia", ovvero han tolto le copie gratuite ad es: nelle scuole.

A risentirne maggiormente sono state più le testate nazionali che quelle provinciali, ancora forti di un sentito radicamento territoriale e con versioni web decisamente meno ricche dei quotidiani nazionali.

Sul sito Accertamenti Diffusione Stampa (Adsnotizie.it) tramite registrazione è possibile avere accesso ai dati che riguardano le copie vendute e diffuse dei quotidiani italiani, fornite direttamente dagli editori e divise per periodo.

Nel periodo Aprile 2009 - Marzo 2010 il quotidiano più diffuso e venduto è stato Il Corriere della Sera con una tiratura media di 656.953 copie, una diffusione media di 511.937 copie e una resa 143.983 copie per un totale di 455.388 copie vendute.
Al secondo posto troviamo la Repubblica con una tiratura media di 604.689 copie, una diffusione media di 469.804 copie, una resa di 134.616 copie per un totale di 427.782 copie vendute.
Il terzo posto per quanto riguarda la diffusione spetta a E Polis con una tiratura media di 446.555 copie, una diffusione media di 438.564 copie, una resa di 7.911 copie e una vendita esigua di sole 1.712 copie e ben 436.852 copie gratis. Al terzo posto per copie vendute invece troviamo l'edizione del lunedì della Gazzetta dello Sport con una tiratura media di 568.056 copie, una diffusione media di 402.378 copie, una resa media di 164.589 copie e un totale di copie vendute che ammonta a 367.244.

Per meglio comprendere i dati Adsnotizie.it propone un utilissimo glossario. Questo è il link: www.adsnotizie.it/glossario/index.php.

Per quanto riguarda i dati relativi agli utenti web previa registrazione Audiweb propone la seguente analisi:

Internet Audience, maggio 2010
Popolazione (.000) 54.745
Utenti connessi a Internet (.000) 34.7999
Utenti attivi nel mese (.000) 23.802
Tempo speso nel giorno medio per persona (h:m) 1:32
Pagine viste nel giorno medio per persona 171

Sintesi dati maggio 2010


  • Guida la classifica MSN/WindowsLive/Bing con 4.919.142 utenti, 57.357.000 pagine visitate e 15 minuti e 29 secondi come tempo speso dall'utente.
  • Segue Virgilio con 2.720.939 utenti, 39.325.ooo pagine visitate e 06:15 come tempo speso dall'utente.
  • Poi abbiamo Libero con 2.585.056 utenti, 71.960.000 pagine visitate e 10:48 come tempo spaso dall'utente.
  • Yahoo! con 2.237.436 utenti, 34.519.000 pagine visitate e 07:28 come tempo speso dall'utente.
  • La Repubblica con 1.198.186 utenti, 11.660.000 pagine visitate e 06:26 come tempo speso dall'utente.
  • Il Corriere della sera con 996.954 utenti, 8.884.000 pagine visitate e 05:54 come tempo speso dall'utente.

Da notare che i dati si riferiscono solo alle Costum Property, Parent e Brand dei Publisher iscritti ad Audiweb.

giovedì 13 maggio 2010

"La tecnologia crea il mercato"

Informatica Applicata al Giornalismo - III lezione

E' con questa massima, lapidaria quasi quanto il famoso "The medium is the message" di McLuhaniana memoria, che si apre la terza lezione del professor Alfonso.
Ebbene sì, continuando l'analisi di la Repubblica.it non si può non notare quanto ci sia poco di veramente giornalistico e quanto sia la fruibilità, invece, ad attirare l'utente.
Difatti si può arrivare ad affermare che la professione giornalistica sul web non esista. La scrittura autonoma per il redattore web risulta sempre più un tabù visto che quasi tutti gli articoli sono un semplice copia e incolla di note d'agenzia. Eppure questo sembra non interessare i milioni d'utenti dei giornali on-line, affamati esclusivamente di semplice informazione (meglio ancora se sintetica e scevra di quelle "belle parole" del giornalismo di un tempo). Ecco allora che le redazioni dei quotidiani digitali si riducono al minimo: la Repubblica.it vanta 45 fra giornalisti e tecnici mentre il Corriere della Sera.it ne annovera addirittura solo 20.
Ma se così è, viene da chiedersi: da cosa sono attirati quei 12 milioni di utenti che frequentano mensilmente i due maggiori quotidiani on-line? Sicuramente dalla multimedialità, resa possibile, oggi, da tecnologie ormai diffusissime in grado di supportare gallerie fotografiche, video e tv via web.
Solo qualche anno fa mancavano sia la capacità di banda che la possibilità di scaricare i contenuti web in un luogo diverso dal PC: ora ci sono smartphone e I-pad in grado di farti sentire costantemente "tutto intorno a te", come recitava lo slogan di una nota pubblicità.
Pubblicità che, se fin dai tempi più antichi costituiva la principale fonte di guadagno di un giornale (ovviamente cartaceo) ora regna sovrana in quelli digitali. Basti pensare che tutte le icone redazionali poste nella barra al di sotto della testata pullulano di pubblicità, riducendo notevolmente, così, gli spazi giornalistici. E se nel cartaceo la pubblicità era o a pagina intera o a fondo pagina, sui quotidiani on-line ci si può sbizzarrire e, difatti, la troviamo ovunque: persino a cavallo degli articoli, tanto che, a volte, risulta perfino difficile (e questo vale purtroppo anche per la Repubblica.it) distinguere ciò che è redazionale da quanto, invece, risulta essere un semplice messaggio pubblicitario.
E' dunque la tecnologia che fa il mercato.
Ne è una dimostrazione il recentissimo restyling del sito di Repubblica, sito completamente proiettato al multimediale e alle nuove tecnologie, tanto da avere uno sviluppo orizzontale in modo da renderne più agevole la fruizione attraverso l'I-phone.
Discorso diverso per il secondo giornale on-line italiano: il Corriere della Sera.it, molto meno diretto di la Repubblica.it, molto più didattico (con percorsi che portano alle icone) e caratterizzato da uno sviluppo verticale e lunghi abstract che richiedono tempo all'utente. Troppo tempo per l'utente del web.

mercoledì 12 maggio 2010

David di Donatello tra memoria e polemiche

Forse non è un caso che i David di Donatello, tradizionalmente considerati gli Oscar del cinema italiano, quest'anno siano andati a due film che, per quanto assai diversi fra loro, mettono comunque il dito nella piaga del periodo più buio della storia recente del nostro paese. Otto i premi a "Vincere" di Marco Bellocchio, sulla drammatica vicenda del figlio segreto di Benito Mussolini e uno, il più importante (Miglior Film) a " L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che racconta, attraverso gli occhi di una bambina, la strage nazista di Marzabotto. Storia e memoria dunque in primo piano nella 54esima edizione dei David di Donatello, ma a caratterizzare la serata all'Auditorium della Conciliazione di Roma sono state soprattutto le polemiche per i tagli indiscriminati alla cultura messi in atto dal governo. E' Stefania Sandrelli a farsi portavoce della protesta leggendo una lettera del movimento "Centoautori" contro i drastici tagli al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo che dovrebbe finanziare il cinema italiano ma che allo stato attuale, invece, non garantisce neanche la realizzazione delle produzioni in cantiere.
E dopo le polemiche la delusione, quella di due grandi registi: Paolo Virzì, che con la commovente commedia (data per super favorita) "La prima cosa bella" porta a casa solo tre premi a fronte di ben diciotto nomination e Giuseppe Tornatore, che, già scottato dalla mancata candidatura all'Oscar del suo "Baarìa ", è costretto ad accontentarsi di due soli David, uno per le musiche, merito dell'amico Ennio Morricone e uno speciale assegnato dai giovani.

martedì 11 maggio 2010

Vincitori premi David di Donatello 2010

Miglior Film
L'UOMO CHE VERRA' di Giorgio DIRITTI
Miglior regista
Marco BELLOCCHIO per il film VINCERE
Miglior regista esordiente
Valerio MIELI per il film DIECI INVERNI
Miglior sceneggiatura
Francesco BRUNI -- Francesco PICCOLO -- Paolo VIRZI' per il film LA PRIMA COSA BELLA
Miglior produttore
Aranciafilm (Simone Bachini, Giorgio Diritti) -- RAI CINEMA per il film L'UOMO CHE VERRA'
Miglior attrice protagonista
Micaela RAMAZZOTTI per il film LA PRIMA COSA BELLA
Miglior attore protagonista
Valerio MASTANDREA per il film LA PRIMA COSA BELLA
Miglior attrice non protagonista
Ilaria OCCHINI per il film MINE VAGANTI
Miglior attore non protagonista
Ennio FANTASTICHINI per il film MINE VAGANTI
Miglior direttore della fotografia
Daniele CIPRì per il film VINCERE
Miglior musicista
Ennio MORRICONE per il film BAARìA
Migliore canzone originale
"BACIAMI ANCORA" - Musica di JOVANOTTI, SATURNINO CELANI, RICCARDO ONORI - Testi di JOVANOTTI - Interpretata da JOVANOTTI per il film BACIAMI ANCORA
Migliore scenografo
Marco DENTICI per il film VINCERE
Miglior costumista
Sergio BALLO per il film VINCERE
Miglior truccatore
Franco CORRIDONI per il film VINCERE
Miglior acconciatore
Alberta GIULIANI per il film VINCERE
Miglior montatore
Francesca CALVELLI per il film VINCERE
Miglior fonico in presa diretta
Carlo MISSIDENTI per il film L'UOMO CHE VERRA'
Migliori effetti speciali visivi
Paola Trisoglio e Stefano Marinoni per VISUALOGIE per il film VINCERE
Miglior documentario di lungometraggio
LA BOCCA DEL LUPO di Pietro MARCELLO
Miglior cortometraggio
PASSING TIME di Laura BISPURI
David speciale
Tonino GUERRA -- Terence HILL -- Bud SPENCER -- Lina WERTMULLER
David Giovani
BAARìA
Miglior film dell’unione europea
IL CONCERTO di Radu MIHAILEANU
Miglior film straniero
BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin TARANTINO